Impianti medici

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Sanità e salute prima della Costituzione italiana

La tutela della salute dal medioevo al XIX secolo

Le prime forme di tutela della salute in Italia e nel resto dell'Europa, si riscontrano all’interno delle strutture religiose che, già nell’alto medioevo (concilio di Orleans 571 d. C.), offrono sul territorio della Penisola assistenza ai pellegrini. In particolare nell’età delle crociate l’assistenza è rivolta ai fedeli che si recano in pellegrinaggio nella Terra Santa. In tal modo nascono i primi ospedali. In questi luoghi si ha l’assistenza agli infermi e ai poveri, anzi le due figure (infermo e povero) coincidono in quanto le persone abbienti si curano nei propri palazzi. Quando questi luoghi di cura si moltiplicano nella Penisola e acquistano autonomia dai monasteri e conventi  si crea la rete ospedaliera che costituirà fino al secolo XIX il nucleo essenziale dell’assistenza sanitaria.  


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La tutela della salute è, quindi, un atto di liberalità verso i soggetti svantaggiati  e non un diritto che l’individuo ha in quanto persona. Bisognerà attendere la nascita dello stato sociale nel ‘900 perché la tutela della salute divenga una vera e propria situazione giuridica del soggetto. Analogamente l’autorità pubblica non ha il dovere di effettuare alcuna prestazione sanitaria. Il soggetto pubblico interviene solo quando è posta in pericolo la salute collettiva.
Due, quindi, i binari su cui cammina l’assistenza sanitaria: quello della carità cristiana, della beneficenza propri degli enti ospedalieri religiosi e quello di difesa sociale dalla malattia attraverso interventi di polizia sanitaria (cfrIl lazzaretto in wikipedia)
Possiamo dire che i regolamenti di igiene e sanità pubblica costituiscono il primo nucleo di diritto sanitario.   
    

Video "La peste nel Medioevo"


 Nel 1800 aumenta l'azione dei pubblici poteri nel settore sanitario con la formazione di un apparato amministrativo organico incaricato di assolvere alle due funzioni di ordine pubblico e beneficenza pubblica che tale settore svolge. (cfr. cap. I pag.16 "Manuale di diritto sanitario"- A cura di Renato Balduzzi e Guido Carpani- Ed. Mulino 2013).
Durante il secolo XIX, man mano che si consolida l'assetto produttivo industriale, si sviluppa un terzo aspetto del settore sanitario, quello della mutualità. Nascono, infatti, delle forme inizialmente spontanee di assicurazioni per il rischio di infortunio o malattia tra i lavoratori e, successivamente, delle assicurazioni obbligatorie, a copertura di tali rischi,  a carico dei datori di lavoro.
Evoluzione della sanità nel XX secolo


 Nei primi del '900 si ha il consolidamento della sanità pubblica (r.d. n. 45/1901 che istituisce la figura dell'ufficiale sanitario comunale con funzione di supporto tecnico al sindaco sul modello del medico provinciale con il prefetto) e il pieno sviluppo del sistema previdenziale (es. l. n. 520/1910 istitutiva della cassa di maternità per le lavoratrici madri).
Il fascismo, infine, prosegue e potenzia, con modalità tipiche dello stato totalitario le due direzioni della sanità pubblica e della previdenza.
Per la prima si ha il riordino e la riforma della normativa preesistente con il "testo unico delle leggi sanitarie" (r.d. n.1265/1934); il sistema previdenziale vede, invece, la costituzione di nuovi enti parastatali, l'accorpamenti in soggetti unitari di quelli già esistenti e la creazione di un regime di monopolio pubblico a loro vantaggio.   


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